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Il 1997 è stato il bicentenario della nascita del prete teologo, riformatore politico, nonché filosofo italiano, Antonio Rosmini. Durante un’epoca segnata da un fermento di protesta che minava l’establishment, Rosmini dedicò la sua intera vita a riconciliare l’insegnamento della Chiesa romano-cattolica con il pensiero filosofico e politico moderno. Egli cercò di armonizzare le vecchie idee con le nuove mostrando come ogni sviluppo effettivo fondi la propria crescita sulla base di principi immutabili. Tuttavia il suo audace progetto lo rese una figura controversa sia all’interno della Chiesa che all’esterno.

Rosmini poneva fermamente alla base della legge e della politica la dignità della persona umana. Secondo il suo pensiero, la libertà e la proprietà privata erano necessarie consequenze della dignità umana ed era, per tale ragione, indispensabile proteggerle. Rosmini considerava la libertà il potere che ogni persona ha di fare uso di tutte le proprie risorse e attitudini naturali, e la caratteristica di essere un insieme di beni e di personalità umana, a livello fisico, intellettuale e morale.

Tali idee non poterono che condurre Rosmini a lodare le conclusioni riguardanti la democrazia in America cui era giunto un suo contemporaneo , Alexis de Tocqueville, e a sostenere gli elementi liberali del movimento nazionalista italiano. Tentò, inutilmente, di convincere Papa Pio IX sui meriti del movimento. E alla fine, cadde in disgrazia sia agli occhi del Papa che a quelli degli eserciti austriaci invasori.

Ma sarà il tempo a riabilitare il suo nome. Infatti, una collana italiana da poco uscita sui “ Grandi Liberali” ha dedicato a lui la prima uscita (a seguire ci saranno Mises, Hayek e Tocqueville) e Giovanni Paolo II ha dato il via alla sua causa di canonizzazione, fatto che rappresenta il primo gradino di ciò che potrebbe eventualmente portarlo ad essere dichiarato santo.

 

Fonti: Rosmini: Priest, Philosopher, Patriot by Claude Leetham (Longmans, Green and Co, 1957), and The Life of Antonio Rosmini-Serbati by G. B. Pagani (Routledge & Sons, 1906).