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John Henry Newman, probabilmente l’uomo di chiesa di spicco dell’Inghilterra del XIX sec., nacque a Londra da una madre ugonotta e da un padre di orientamento religioso molto tollerante.

Ancora membro della Chiesa d’Inghilterra, le sue idee in fatto di religione cominciarono a deviare gradualmente da quelle della Chiesa Evangelica d’Inghilterra per abbracciare quelle dell’ala più conservatrice della Chiesa Cattolica finché non si convertì definitivamente al Cattolicesimo Romano nel 1845; subito dopo, venne ordinato prete, ed in seguito eletto cardinale da Papa Leone XIII nel 1879.

Quando era ancora un prete anglicano, trascorreva la maggior parte del suo tempo al campus universitario di Oxford, cercando di combattere quella forma di liberalismo che egli definiva il “principio anti-dogmatico”: ”Il liberalismo nella religione è la dottrina in base alla quale non vi è nessuna verità positiva nella religione stessa…”Professore all' "Oriel College” (Oxford) e Vicario universitario alla “Church of St. Mary”, per i suoi tempi riusciva ad essere liberale senza cadere in contraddizione con la propria ortodossia cristiana. Durante il suo periodo anglicano, appoggiò l’Emancipazione Cattolica del 1829 e in quanto leader del Movimento di Oxford, cercò di spezzare il legame che teneva legate insieme la Chiesa e la Corona d’Inghilterra, ritenendo che il controllo statale della Chiesa non potesse fare gli interessi della religione. Una volta convertitosi, si schierò in difesa dei diritti laici contro il clericalismo e in difesa delle arti liberali contro quei chierici che non volevano permettere agli studenti di accedere alle nuove conoscenze per timore che queste avrebbero potuto minare la loro fede.

Nella sua ormai classica autobiografia, Apologia Pro Vita Sua, egli contrastò il liberalismo teologico con quel tipo di riforma della chiesa, che egli sostenne, dicendo di ammirare come persone, cattolici liberali quali Lacordaire e Montalembert.

Non partecipò mai attivamente alla politica, sebbene non si risparmiasse nell’ambito privato di sostenere ed esprimere opinioni personali. Il suo contributo al Partito Liberale di Gladstone si intensificò al termine della sua vita. La stretta collaborazione di Newman con Lord Acton e la sua pubblicazione di “The Rambler”, fu un’ulteriore prova delle sue simpatie liberali nelle questioni legate alla Chiesa. Egli fu uno dei primissimi oppositori al coinvolgimento da parte della Chiesa nelle faccende temporali e fu colui che convinse il giovane Lord Acton della correttezza di questa presa di posizione.

 

Fonti: Charles Stephen Dessain, John Henry Newman, A&C Black 1971; Hugh A. MacDougall, The Acton-Newman Relations, Fordham University Press, 1962.